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Rotaractando nel 2070°
Lettera Rappresentante Distrettuale Novembre 08 Stampa E-mail
Distretto
Giovedì 27 Novembre 2008 12:00

Ed anche la terza assemblea distrettuale è passata. Un immenso grazie ai ragazzi di Parma che hanno organizzato la logistica dell'evento, ai membri dell’esecutivo distrettuale che mi hanno supportato nella miriade di cose da fare in vista dell’assemblea e, soprattutto, un immenso grazie ad Alberto Nanni. L'organizzazione del congresso è stata praticamente tutta farina del suo sacco e devo dire che ha fatto un lavoro eccezionale. È riuscito a contattare relatori di eccellenza e a dare un enorme risalto a tutto l'evento, la cui realizzazione non è passata inosservata. Siamo stati direttamente contattati da una grossa azienda del settore ed è attualmente al vaglio la possibilità di sviluppare nuovi progetti insieme.

Durante l'assemblea, sono state numerosissime le comunicazioni , moltissimi i progetti andati in porto di cui raccontarvi, ma sono molte le cose su cui c’è ancora da lavorare. Siamo quasi alla metà dell'anno rotaractiano, nel pieno dei lavori e nel periodo di massima attività.

Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Dicembre 2008 14:01
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Intervista al Past Governor Prof. Italo Giorgio Minguzzi Stampa E-mail
Opinioni
Mercoledì 10 Dicembre 2008 17:03

Con grande piacere ho esaudito il desiderio della mia Commissione (comunicazione e stampa) di intervistare un’importante personalità del nostro distretto, il Prof. Italo Giorgio Minguzzi, past Governor Rotary distretto 2070, a.r. 20052006, ma anzitutto, come lo stesso ha tenuto a precisarmi, rotariano, per tanti anni alla presidenza della Commissione distrettuale per il Rotaract.

Il tema trattato nell’intervista riguarda il rapporto intercorrente oggi tra il Rotary e il Rotaract, per capire che dialogo costruttivo si possa instaurare tra le due associazioni, ed in che modo il Rotary possa intervenire per aiutare il Rotaract a fronteggiare la tendenza deflattiva che questo sta vivendo negli ultimi anni. Di seguito riporto quanto il Prof. Minguzzi pensa al riguardo:

 

Dunque, il Rotaract è nato per trasfondere nei giovani lo spirito del Rotary. Molti furono i tentativi prima del 1968 di creare un’associazione giovanile “figlia” del R.I., ma non si riusciva a mettere a punto il contenuto che avrebbe dovuto creare la motivazione. Non c’è dubbio che l’anno di nascita del RTC, il 1968, sia emblematico. Certo è una risposta a quanto stava avvenendo negli Stati Uniti, ed a seguire nel resto del mondo, nel “pianeta” giovani.

Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Dicembre 2008 14:02
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FIABA Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche Stampa E-mail
Service
Mercoledì 10 Dicembre 2008 16:41

 FIABA è nata per dare una risposta completa ed efficace alla richiesta di “qualità di vita” e pari opportunità per “tutti” i cittadini: troppe sono le barriere culturali che limitano la partecipazione democratica e percepita alla vita del Paese, e quelle architettoniche costituiscono una rappresentazione fisica di una cultura esclusiva ed emarginante, e non inclusiva e rispettosa dei “bisogni diversi” dei cittadini.
Le barriere architettoniche rappresentano un ostacolo alla libera espressione di una larga parte della nostra società. Il loro abbattimento fisico è il punto d’arrivo di un processo di coscienza e maturazione culturale che deve riguardare tutti i membri della società.
Le barriere sono intorno a noi ma sono anche dentro di noi e vincolano le nostre azioni e le nostre relazioni. Chi è in pieno possesso di tutti i sensi e di tutte le facoltà non comprende quanto possa essere complicata la giornata di chi non lo è e come i gesti più semplici ed ordinari possano diventare faticosi e difficili per chi è diversamente abile o per i cittadini con ridotta capacità motoria.
La missione di FIABA non si riduce solo all’abbattimento delle barriere architettoniche ma va oltre, ed è rivolta alla creazione di un vero e proprio “movimento” di idee ed azioni per favorire la crescità di una società solidale ed abbattere la cultura della delega e dell’assistenzialismo: cittadini protagonisti portatori di bisogni e di proposte/risposte.

Tutti abbiamo bisogni diversi, perché tutti siamo diversi!
Pertanto l’attenzione di FIABA, è rivolta alle varie età della vita e ai relativi bisogni, per favorire il rispetto delle specificità di ognuno; ovviamente il campo d’azione è ampio ed il problema può apparire insuperabile. Ecco perché FIABA adotta la strategia della rete di intese, sottoscritte con partner istituzionali e non, Protocolli d'Intesa per realizzare opportune strategie volte a diffondere la cultura della “diversità”, la cultura della qualità di vita per tutti, e per radicare fortemente il convincimento che, accessibilità e fruibilità universali, non sono bisogno di una piccola nicchia di persone, ma sono le fondamenta per creare una nuova cultura per un Paese che voglia definirsi civile.

Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Dicembre 2008 14:03
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Girandolact: metti in circolo le idee! Stampa E-mail
Distretto
Mercoledì 10 Dicembre 2008 16:43

Quando vediamo una girandola non possiamo non pensare all’allegria dell’infanzia, il suo girare in qualche modo ci incanta ancora. Il suo fascino sta nella semplicità, nei colori che si mischiano con la velocità, nel gioco ottico e nella fisica che rende speciali tutti i giocattoli che vivono dell’aria, come le bolle di sapone o gli aquiloni.

Ma la girandola è anche un simbolo umile e geniale dell’energia naturale che muove le cose. La scegliamo come simbolo delle energie rinnovabili dopo il Forum distrettuale di Parma,  per continuare a riflettere in modo divertente su questa risorsa.

Lanciamo a tutti i club del distretto una sfida creativa: Girandolact, per mettere in circolo le idee e la fantasia, le abilità ma anche la voglia giocosa di misurarsi con un arte.

Create la girandola del Rotaract; costruitela capace di girare con i materiali che preferite; oppure anche da ferma dipingetela, fotografatela, scolpitela, intagliatela, filmatela, cucitela, stupiteci con effetti speciali!

Sarà ammesso al concorso ogni mezzo artigianale o artistico, da quello più tradizionale al più sperimentale, da quello più elaborato alla semplice foto scattata con il cellulare! 

Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Dicembre 2008 14:00
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Il restauro della «Madonna del Cardellino»: Leonardo promette il paradiso, Raffaello ce lo dà Stampa E-mail
Cultura
Giovedì 27 Novembre 2008 11:48

Dopo nove anni di restauro è tornata visibile - esposta fino all'1 marzo 2009 al Palazzo Medici Riccardi di Firenze - la Madonna del Cardellino, capolavoro realizzato da Raffaello tra il 1505 e il 1506. (da L'Osservatore Romano e Il Corriere della Sera)

"In Raffaello la creazione sembra facile e, come nelle opere di Dio, in lui tutto appare come un moto della volontà" (Ingres). Raffaello è facile, dice Ingres. È facile come sono facili le nuvole, gli alberi, le montagne, come sono facili le cose uscite dalle mani di Dio. È bellissima e assolutamente vera l'osservazione di Ingres. Noi ci poniamo di fronte alla Madonna della Seggiola o alla Scuola di Atene e abbiamo l'impressione che quelle cose siano lì da sempre, che non potrebbero essere diverse da come sono e, soprattutto, che sono nate senza fatica, senza elaborazione intellettuale, senza necessità di rettifiche e di scelte, per puro atto di volontà.
Raffaello ha "voluto" la Scuola di Atene e la Madonna della Seggiola ed ecco prendere forma davanti a noi la pura Bellezza, definitiva, immodificabile, "facile". Ha dunque ragione Ingres quando paragona la pittura di Raffaello alle opere della creazione e intende la "facilità" come supremo raggiungimento dello stile.
"Leonardo ci promette il Paradiso, Raffaello ce lo dà". Questa seconda sentenza è di Picasso ed è, come la prima, perfettamente vera. Il Paradiso, per un pittore, è perfezione ed è equilibrio. È calma ed è armonia. È gioia degli occhi. È consolazione del cuore. È appagamento dei sensi. È la consapevolezza di una conquista definitiva. È sapere che non si può aggiungere nulla né togliere nulla al risultato. Se le cose stanno così, e non c'è dubbio che stiano in questi termini, allora bisogna condividere l'opinione del grande onnivoro e metamorfico Picasso. Il Paradiso che Leonardo con la sua pittura mentale, con la sua strenua sperimentazione, ci promette, Raffaello, semplicemente, ce lo dà.
Riflessioni di questo genere mi accompagnano di fronte alla Madonna del Cardellino ora esposta al pubblico a Firenze in Palazzo Medici Riccardi, in attesa di tornare agli Uffizi, da dove è uscita nel 1999 per un restauro lungo nove anni eseguito dall'Opificio delle Pietre Dure alla Fortezza da Basso. Dirò dopo dell'intervento che è stato difficile come pochi, che ha coinvolto le tecnologie più avanzate e i mestieri e i saperi più sofisticati e che oggi si propone (nel catalogo Edifir curato da Marco Ciatti, Cecilia Frosinini, Antonio Natali, Patrizia Riitano) come un insuperato modello di metodo.

Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Novembre 2008 13:54
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